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Che la festa cominci... il nuovo romanzo di Ammaniti!



Dopo il grande successo di Io non ho paura, Ti prendo e ti porto via e Come Dio comanda, Ammaniti torna con un romanzo amaro, intitolato Che la festa cominci, forse più vicino allo stile di Fango e del primissimo Branchie.
Ciò che emerge dalle pagine di questo libro è la volontà dell'autore di dipingere una società malata, che marcisce lentamente senza nemmeno rendersene conto.
Due storie corrono parallelamente lungo tutta la narrazione, quella di una setta satanica un pò goffa e sfigata, "Le bestie di Abaddon", e la storia di uno scrittore, Fabrizio Ciba, che vive di rendita sul successo di un libro scritto  qualche anno prima.
L'esistenza del leader delle Bestie di Abaddon, Saverio Moneta,  è diametralmente opposta a quella dello scrittore: il primo è un uomo frustrato, maltrattato dal suocero (nonchè datore di lavoro) e dalla moglie che non vuole aver alcun tipo di intimità con lui; il secondo è un latin lover che trascorre le sue giornate tra presentazioni di libri ed uscite mondane.
I binari della storia si incroceranno in un delirio finale: la festa più esclusiva del momento, organizzata dal palazzinaro Sasà Chiatti.
Tra veline, calciatori, volpi, elefanti, presentatori televisivi e chi più ne ha più ne metta, si consuma la fine.
Avvincente, grottesco, talvolta esagetato nelle caricature dei personaggi, Che la festa cominci si legge tutto d'un fiato e lascia in bocca quel retrogusto amaro di una scrittura che racconta il declino. Tutto può essere accettato, purchè si raccolgano applausi e consensi!

Pubblicato il 23/1/2010 alle 16.2 nella rubrica CulturalMENTE.

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