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Fusione Fredda, troppo bello per essere vero! (1)
post pubblicato in Scienza e Coscienza, il 4 luglio 2009



Prof. Rifkin
post pubblicato in Scienza e Coscienza, il 26 giugno 2009


Prof. Rubbia
post pubblicato in Scienza e Coscienza, il 26 giugno 2009



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permalink | inviato da efrem il 26/6/2009 alle 11:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Prof. Mattioli
post pubblicato in Scienza e Coscienza, il 26 giugno 2009


Il Nucleare, questo sconosciuto....
post pubblicato in Scienza e Coscienza, il 25 giugno 2009




Periodicamente in Italia, dopo l’incidente di Cernobyl e dopo il referendum abrogativo del 1991, si riapre il dibattito sull’utilizzo dell’energia nucleare. Tuttavia questa volta si è passati dalle parole ai fatti con l’accordo stipulato dal nostro premier con il presidente francese Sarkozy (http://www.corriere.it/economia/09_febbraio_24/nucleare_italia_francia_c5b4952c-0255-11de-adb7-00144f02aabc.shtml). Tuttavia l’azione del governo italiano è assai singolare se paragonata a quelle delle maggiori potenze occidentali. Infatti se si considerano i principali paesi dell’OCSE (Organisation for Economic Co-operation and Development), Giappone escluso, come USA, Svezia, Spagna e recentemente Germania, si osserva un abbandono degli investimenti a favore degli impianti di produzione di energia derivante dall’atomo. Ad esempio negli USA non si progettano nuove centrali nucleari da più di 25 anni (http://www.energy.gov), mentre in Svezia nel 1980 si è avuto l’arresto dei progetti per le nuove centrali in programma per il 2010 (http://www.world-nuclear.org).

Se è vero che da poco più di un mucchietto di materiale nucleare è possibile ricavare un quantitativo di energia pari a quella ottenuta da una montagna di carbone, è altresì vero che la produzione di energia nucleare possiede una serie di controindicazioni non sempre considerate:

disponibilità della materia prima (U235);
smaltimento scorie nucleari;
smantellamento centrali nucleari in disuso;
pericolo attentati terroristici su centrali nucleari;
difficoltà di collocazione delle centrali in aree sismiche e soggette a dissesto idrogeologico;
rilasci radioattivi durante il ciclo ordinario di produzione.

 

Il  Prof. G.Mattioli ci illumina su quelle che sono le conseguenze ambientali ed economiche del ricorso al nucleare (http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18559) mettendo in evidenza che se si volesse almeno dimezzare la massiccia incidenza dei combustibili fossili (~66%), bisognerebbe almeno triplicare in tempi rapidi la produzione globale di energia nucleare. Ma così facendo di materiale fissile se ne avrà a disposizione per circa 20-25 anni. Infatti finora l’unico uranio utilizzabile è quello di origine minerale, in quanto l’uranio contenuto nelle acque marine richiederebbe eccessivi costi di estrazione (Energy Information Administration-DOE, 2003; INFCE-1, IAEA 1980). Sarebbe possibile far divenire materiale fissile l’isotopo U238, ma questo processo porterebbe alla formazione di Plutonio239, sostanza altamente tossica (http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18559). Per di più come molti sanno l’energia nucleare non è affatto “pulita”; infatti se da un lato non provoca immissioni di gas-serra clima-alteranti, dall’altro, come ci ricorda la Pubblicazione 103 - l’ICRP, l’Agenzia Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti (2007) dosi comunque piccole di radiazioni, aggiungendosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi ai lavoratori e alle popolazioni, nel funzionamento “normale” degli impianti e, ovviamente, nel caso di incidenti.

Tutte questi controindicazioni influiscono enormemente sia sulla saluta e l’ambiente, sia sul prezzo finale che il KWh nucleare avrebbe; infatti quanti hanno avanzato proiezioni di costo del kWh nucleare (per es. EIA/DOE: “Annual Energy Outlook 2004 and Projections to 2025”; MIT, 2003; ed altri), che tengono conto di tutti gli elementi sopra citati ed anche delle caratteristiche dei reattori di nuova concezione, pervengono comunque a stime dell’ordine dei 0,06-0,07 €/kWh, decisamente più elevate del costo del kWh a gas o a olio combustibile, ma anche prodotto con il vento (0,04-0,05 €/kWh; http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18559)
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