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Messaggio per un'aquila che si crede un pollo
post pubblicato in CulturalMENTE, il 14 luglio 2009


Oggi ho voglia di parlare di un libro che ho divorato in pochi giorni, Messaggio per un'aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello, un padre gesuita indiano. Si tratta di un libricino di piccole dimensioni, scritto in un linguaggio semplice ed immediato, che può a mio avviso spingere alla riflessione. L'imperativo alla base del testo è SVEGLIARSI; la premessa è che siamo tutti DORMIENTI! Non credo affatto a coloro che scrivono per dare istruzioni su come vivere, non credo affatto che possa esistere un manuale d'uso che ci consenta di "tornare al punto precedente in caso di errore", ma credo agli stimoli dati dalle parole! Stimoli al pensiero, stimoli all'azione, stimoli al dialogo, stimoli alla comunicazione... e se sono qui a parlare di un libro vuol dire che le parole in esso contenute, condivisibili o meno, hanno raggiunto il loro scopo: indurre in modo naturale a fermarsi anche un solo istante a pensare.
ll sottotitolo del libro ci aiuta a capire la direzione seguita dall'autore: "La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti", da qui inizia tutta una serie di considerazioni sui nostri comportamenti, talvolta assurdi se visti da un occhio esterno e con sguardo critico. Un esempio potrebbe essere il nostro modo di rapportarci all'altro, un modo spesso sbagliato poichè frutto di un'idea di dipendenza, di "abbarbicamento", ed è vero! Ma troppo difficile è ammetterlo:

 "Io non esigo che mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi. Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi. [...] Non siete voi, ciò di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me. E' qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate, l'orchestra non smette. Quando incontro qualcun altro, suona un'altra melodia, altrettanto deliziosa. E quando sono solo, continua. Ha un grande repertorio e non cessa mai di suonare" (pp. 62-62 ed Piemme Economica, 2001).

De Mello non si erge a guru, a portatore di verità, ma scrive cose che tutti noi non vogliamo vedere perchè preferiamo rifugiarci nelle rassicuranti etichette che i viventi ci attaccano addosso, o preferiamo crogiolarci nella nostra pigrizia mentale rifiutandoci di comprendere ciò che siamo!
In ultima analisi vi consiglio di leggere questo libricino e di farlo senza alcuna aspettativa: non c'è nessuna possibilità di imparare a vivere, ciò accade solo vivendo!

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